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Orlando Munoz
© Ferrini (FIBS)
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lunedì 21 aprile 2008
Tutto già finito?
Forse non ha tutti i torti la federazione: perché giocare
tante partite se dopo tre la classifica è già quella che tutti si
aspettano?
A parte gli scherzi, con l’aiuto della posizione di teste di serie nella
compilazione del calendario, Grosseto e Nettuno sono già prime da sole
dopo un solo turno di campionato. La penultima dell’anno scorso e la
neopromossa di quest’anno hanno perso tre volte con le finaliste del
2007. Come da pronostico. Ciò non toglie che del Redupuglia, senza
lanciatori stranieri, non abbiamo capito la scelta di presentare Cossar
contro Mikkelsen.
E’ chiaro che, a proposito del monte, ci sono meccanismi ancora da
oliare e cose ancora da capire da parte dei manager. Tuttavia la
successione adottata della Telemarket in gara-uno (Martinez-Beech-Bartolucci)
ci ha lasciato perplessi. Non meno in ogni caso delle decisioni del
Parma, che venerdì ha lasciato prendere sette punti a Salsi (13
battitori affrontati, 9 valide e 1 base concessa, 7 punti subiti, tutti
di pgl) dopo la grande prova di Natale. O di quelle del Nettuno, sul 6 a
1 a metà nono e per poco non raggiunto con Salciccia sulla pedana.
In effetti i veri risultati “importanti” sono quelli raccolti appunto
dal Parma (sena Ortiz e Bazzarini) e dal Bologna. Un Bologna che è
riuscita a imporre il due a uno al San Marino, presentando un Matos che
nemmeno è assomigliato a quello che conoscevamo, oltre a un Vargas da
rivedere. Infatti a vincere è stato il tandem Figueroa-Looney.
Detto di Vargas, le prime tre partite hanno proposto qualche nome nuovo
già all’attenzione. Kyle Messineo, della De Angelis, Ricciarelli del
Reduipuglia con la mazza. Natale a Parma e Baerlocher a Godo, sul monte.
I “soliti” invece sono stati indubbiamente: Munoz e Dallospedale, più in
Vasquez che testimonia come sappia far mercato Antolini, a San Marino.
Quanto ai nomi vecchi che magari non ci si aspettava, indubbiamente
Castrì e Marussich.
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