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giovedì 20 settembre 2007

Non si può stare sei mesi senza baseball

 

Il consiglio federale del prossimo 29 settembre non potrà limitarsi a parlare solo di nazionale. Dovrebbe cominciare ad interessarsi anche di serie A1. Perché il campionato a otto squadre, prospettive più o meno lontane di professionismo e aumento del numero di partite settimanali a parte, calzava a pennello a un 2007 in cui a inizio settembre ci sarebbe stato un Europeo. Una regular season di sole 42 partite, con finali a Ferragosto, trovava una giustificazione nel risparmio per i club a livello di costi per i giocatori provenienti dall’estero. Nel 2008, dall’8 al 24 agosto (dal 13 al 23 per il baseball) ci sono le Olimpiadi di Pechino, però dopo Barcellona, per l'Italia, tutto è cambiato.
L’anno prossimo avremo, a luglio, la qualificazione per l’Europeo del 2009. E basta. La cosa non ha più alcun senso. La teoria delle finali in estate che portano pubblico è suggestiva. Crediamo però che Grosseto-Nettuno sia stato un caso. Avremmo voluto vedere se la finale fosse stata Bologna-Parma, in agosto. Il punto tuttavia è un altro: il baseball non può permettersi sei mesi su dodici senza serie A1. E’ un assurdo, sotto qualunque punto di vista. E non si pensi a una riscoperta della Coppa Italia, dopo averla completamente cancellata nel 2007, a fine stagione. Non interesserebbe a nessuno.
Le possibilità dunque sono due. O una Coppa Italia ad aprile, ma con i roster già fatti e finiti, non con chi c’è c’è. Oppure, se ci sono le squadre interessate, un ritorno al campionato a dieci. Un allungamento dei playoff, con le partite solo nei fine settimana, andrebbe a vantaggio solo delle quattro finaliste, ma potrebbe essere un palliativo interessante.
 

 
 

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