| |
 © FIBS
|
|
martedì 20 marzo 2007
Non mettete il naso nelle delibere!
La questione-pubblicità delle delibere del consiglio
federale sembra proprio uno scoglio insuperabile in casa Federbaseball.
Dopo la faccenda della “numero 39 del 31 gennaio 2004”, di cui abbiamo
avuto modo di scrivere nell’articolo “ASI
, o non ASI? Questo è il dilemma!”, adesso c’è quella sugli atleti
di scuola italiana di sabato scorso, che indirettamente coinvolge anche
quella. Perché nella divulgazione della seconda c’è un richiamo alla
prima, messa in rete sul sito FIBS con un omissis, che semplicemente
riguarda il perché il consiglio ha deliberato su quell’argomento. E già
qui valli a capire!
Ma il bello è il dopo!
Dunque, ieri arriva il comunicato con il rimando a quella che dovrebbe
essere la delibera di sabato scorso del CF sugli ASI. Non dice molto di
più, anzi peggiora, quel che aveva già scritto l’ufficio stampa
nell’immediato dopo-consiglio.
Il fatto è che non si capisce nemmeno cosa sia
esattamente: se un’interpretazione, un’aggiunta, una modifica, alla
Circolare Attività Agonistica o al Regolamento Organico. E la differenza
potrebbe essere fondamentale. Chiediamo lumi. Anzi chiediamo se è
possibile avere la delibera “integrale”. Cioè di una cosa che i
regolamenti federali prevedono sia appesa all’ “albo” in Viale Tiziano.
Non l’avessimo mai fatto! Ci abbiamo messo fino a metà mattinata di oggi
per spiegare all’ufficio stampa cosa intendessimo per “integrale”. Cioè:
“tutta”!
Finalmente, a suon di esempi pratici, siamo riusciti a farci intendere.
Solo che, a quel punto, la risposta è stata: “ah, ne parlo col
segretario”.
Oggi pomeriggio il verdetto definitivo: “Dice: le delibere constano
di 2 parti: una premessa (che è un'indicazione politica del CF) e il
dispositivo. Lui [il segretario - ndr] ritiene che si debba pubblicare
solo il dispositivo”.
Riserve a ragion veduta? Potrebbe pure essere. Per quanto non
comprendiamo il motivo del tener segrete le indicazioni politiche del CF.
Anche perché potrebbero venirne fuori casini. Ma soprattutto non capiamo
tanta reticenza, se paragonata alla facilità con cui invece a suo tempo
qualcuno disse che il tesseramento di Sforza era regolare, e dopo
ancora quello di Galavotti.
|
|