Punti di vista sul baseball in Italia

 

baseballnow

     
 

Marco Mazzieri

© FIBS/Bagattini

 

 

sabato 28 luglio 2007

La difficile arte del selezionatore

 

Sulla rubrica del sito della FIBS “Il presidente risponde” il signor Gianni Lori, dirigente dell’Oltretorrente, si chiede come mai non ci siano giocatori della zona di Parma fra i convocati della nazionale juniores: domanda legittima soprattutto da parte di chi era abituato, nel passato, a vedere molti prospetti di Parma in seno alle varie rappresentative nazionali giovanili.
Anch’io onestamente, leggendo le convocazioni, semmai sotto una luce appena un po’ meno campanilistica, avevo notato, se non l’assenza di prospetti dell’Emilia Romagna, l’esiguità di questi.
Poi, rifacendomi alla mia esperienza di quando ero io selezionatore di queste nazionali, mi sono accorto che nella composizione della lista dei convocati di allora vi era il 55% di prospetti emiliano romagnoli (27% di Parma) il 33% di laziali e 11% del Friuli Venezia Giulia.
Forse allora nessuno fece domande del tipo del signor Lori, semmai qualcuno di Novara o Torino, perché in quei gruppi erano presenti giocatori già notevolmente affermati come Bagialemani, De Sanctis, Poma, Bianchi, Ceccaroli, Messori, Minin, eccetera, difficilmente scartabili dalla lista dei convocati: ma vi furono anche esclusioni clamorose fra cui due dei quattro allenatori attuali della nostra juniores.
E a mio giudizio non furono esclusioni tecniche, tanto che abbandonai immediatamente lo staff proprio per questo motivo.
Ricordo anche le parole del presidente federale di allora che, dicendosi pentito delle scelte fatte, dichiarava che “non si poteva affidare una squadra di ragazzi ad un bambino”.
Non so se lui credeva in quello che affermava o lo diceva a me per consolarmi.
Quel bambino comunque vinse il campionato Europeo, e ce lo fece notare pubblicamente.
Ma per tornare ai nostri tempi escludo nella maniera più assoluta che le scelte attuali possano essere dettate da ragioni non “tecniche” per l’integrità di chi le fa, per la serietà di come lavora, ed anche perché, in una precedente occasione, segnalai direttamente a Mazzieri (che stimo un grande amico) un prospetto che avevo apprezzato e lui mi rispose dandomi informazioni su di lui
che io non conoscevo, e dicendomi anche che in quella occasione le scelte venivano fatte solo sull’ultimo anno della categoria: capito?
Forse in questo caso avevo sbagliato a rivolgermi direttamente al selezionatore: dovevo mediare attraverso chi può e si offre di farlo.
Piuttosto i criteri di scelta, che non ci sono noti, potrebbero dare più importanza a chi fa gruppo, a chi si adegua subito alle nuove istruzioni, a chi si comporta secondo le regole che vigono adesso, piuttosto che sul fatto di appartenere ad una tradizione o all’altra.
Certo che “selezionare” significa escludere piuttosto che scegliere: è un compito difficile e ingrato, perchè chi seleziona ama tutti i ragazzi che gli passano fra le mani, selezionati od esclusi.
Facciamo gli auguri a questo gruppo perché possa divertirsi col nostro sport: e sappiamo tutti che ci si diverte di più a vincere!

Franco Ludovisi
 

 
 

Home ] Su ]