Punti di vista sul baseball in Italia

 

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Luca Panerati

© Ratti (FIBS)

 

venerdì 09 novembre 2007

Italia: incredibile, ma vero

 

Chi lo avrebbe mai detto? Noi no!
L’Italia - quella del settimo posto all’Europeo, anzi, forse, teoricamente, più debole - in testa nel gruppo A dei Mondiali dopo le prime tre giornate.
Già l’ 11 a 1, in sette riprese, alla Spagna era stato un colpo di spugna mica male sulla lavagna imbrattata a Barcellona. Poi, oggi, il 6 a 2 agli Stati Uniti. E non una di quelle squadrette raffazzonate per caso che spesso gli Usa hanno mandato in giro alle manifestazioni internazionali, ma le scelte su un roster di tutti giocatori di AAA o AA, e qualcuno con esperienze di major.
Oltretutto un successo firmato da tre lanciatori assolutamente “made in Italy”: D’Angelo, Corradini e Panerati (grande esordio!).
Per il nuovo manager, due vittorie nelle prime due partite ufficiali. Per quanto anche a noi resti il dubbio che ai tre fosse stato deputato l’andare al massacro, in una partita data per persa. Conferme non ne avremo mai. Tuttavia, dopo che in attacco gli azzurri hanno sfruttato al millimetro le sbavature della difesa avversaria, Mazzieri, in ogni caso, se l’è giocata alla grande. Sette pitcher mandati sul monte, e agli annali del baseball passa il risultato.
Il fatto è che, come nel caso del famoso “cul de Sac” di calcistica memoria, anche nel baseball serve la fortuna.
Ora, da prima, l’Italia se la dovrà vedere con Panama domani, quindi con un Sud Africa battuto dalla Spagna. Poi il recupero con la Cina Taipei, che al momento è la sola altra imbattuta del girone. Infine Giappone e Messico. Magari resteranno solo due le vittorie nel carnet, ma sperare nell’impossibile non è vietato.


m.p.
 

 
 

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