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Mike Marchesano
© Ferrini (FIBS)
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giovedì 22 febbraio 2007
I primi problemi con gli ASI
Ci è stato fatto un appunto, da un lettore (e conoscente)
riminese, perché nelle nostre “probabili formazioni” abbiamo messo
Marchesano fra i non-ASI.
Ora, stiamo tutti ancora aspettando, a meno di due mesi dal play-ball,
la Circolare Attività Agonistica dalla Federazione. Anche se noi
continuiamo a credere che sarebbe un diritto delle società sapere prima
di iscriversi, esattamente, a quale attività lo fanno - dalla A1 al
prebaseball - non, invece, scoprire mesi dopo aver pagato di che morte
sono destinate a morire: ma questo è un altro discorso.
Qui non si tratta di sapere come vanno contati gli ASI in campo, e al
come ci si deve comportare ad ogni cambio di formazione in campo, ma di
quel che dice il Regolamento Organico. Che in proposito recita: «Sono
considerati atleti “di scuola italiana” coloro che hanno svolto in
Italia almeno il 50% del periodo formativo rappresentato dall'attività
giovanile, che va dai 10 ai 21 anni per gli atleti e dai 10 ai 18 anni
per le atlete. Un atleta italiano che si tessera prima dei 21 anni nel
baseball e dei 18 nel softball diviene comunque “di scuola italiana”
dopo 6 anni di tesseramento nel baseball e dopo 4 anni nel softball. Gli
atleti italiani di scuola straniera tesserati entro il 30/6/2004 sono
considerati di scuola italiana se hanno già partecipato all’attività,
per 6 anni nel baseball, per 4 anni nel softball, o lo saranno al
compimento di tale periodo». Noi abbiamo interpellato l’ufficio
stampa della FIBS, e abbiamo avuto conferma – se non abbiamo capito male
- che non parrebbe intenzione della federazione mettere a disposizione
un qualcosa per poter far scoprire a tutti se Pinco, piuttosto che
Pallino, sia “ASI” o meno (che sarebbe come se lo stato dicesse non puoi
andare in motoretta prima dei 14 anni ma un documento che attesti la tua
età non te lo dò), per cui potremmo avere in campo quintalate di riserve
scritte quest’anno, soprattutto nelle serie minori. Il caso di
Marchesano tuttavia non è questo. E’ chiaro che se in un articolo di un
regolamento (il 31.09, per chi se lo vuole andare a leggere) a un
capoverso si legge “anni di tesseramento” e in quello successivo
“partecipazione all’attività” è chiaro che si parla di due fattispecie
diverse. Quindi, assodato che il lanciatore riminese ha giocato nel
campionato italiano nel 2001, 2003, 2004 e 2006 (stando alle schede-vita
della FIBS), e che non è stato
tesserato prima dei 21 anni, a noi è sembrato ovvio che non potesse
rientrare fra gli ASI. E’ una nostra interpretazione, in ogni caso.
L’importante è che lo si sappia per certo prima del via alla stagione
come sia da intendersi la cosa… E
detto da chi ha le carte in regola per dirlo. Non dal primo che passa
per viale Tiziano. Ciò per evitare vicende come quelle di Francia l’altr’anno
e di di Galavotti nel 2006. |
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