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Matteo D'Angelo

© Ferrini (Fortitudo)

 

 

giovedì 17 maggio 2007

Fine settimana fondamentale

 

Rimini contro San Marino, per cominciare. Più che un derby. Antipasto della prossima Coppa dei Campioni, e un contorno niente male. Perché, aspettando di sapere cosa succederà a Bologna fra Italeri e Montepaschi, alla Telemarket non è sufficiente accontentarsi, se vuol restare prima da sola, giocando oltretutto per seconda in attacco. E alla T&A non basta di meno, pena trovarsi anzitempo nel limbo di chi non è ne carne ne pesce: non da playoff e non da retrocessione. Anche se questo sarebbe pur sempre un passo avanti rispetto all’anno scorso, la squadra del Titano non è stata pensata e fatta per questo. E non può accontentarsi di giocare per uno sgambetto, magari nella partita del pitcher straniero, fin qui punto fragile della squadra di Romano: due vinte e tre perse. Andare più in là non sarà però una passeggiata, con i “pirati” imbattuti nell’incontro dell’oriundo (dove il San Marino ha il problema dell’infortunio a Orta) e chi è ospite che con l’italiano sul monte ha avuto la meglio solo con l’Avigliana.
Sul San Marino, appunto, conta la Montepaschi, per essere aiutata a ritornare prima. Se quello è il posto che gli si confà. Perché quattro sconfitte nelle ultime sei gare possono far anche pensare altro, e perché a livello di lanciatori ha una media migliore anche la Fortitudo, non solo la Telemarket. Proprio l’avversaria diretta, con il suo Matos (0.26 come PGL, imbattuto, uno strikeout e qualche spicciolo a inning), con un Betto non utilizzato contro la De Angelis, e un D’Angelo ha il miglior PGL fra i partenti ASI. Il fatto è che l’Italeri troppo spesso ci mette del suo nel perdere, mentre aspetta un Infante che viene costantemente dato in arrivo a ore, e al Falchi per la prima volta ci sarà Dallospedale da avversario. E da primo delle classifiche di media/battuta, RBI, OB… e battute in doppio gioco.
Gli strascichi di mercato, a Bologna come a Rimini per Buccheri, aggiungono sale alle due sfide.
Ovvio che Bologna debba guardarsi da un ennesimo passo falso, per quanto le due che hanno le sue stesse identiche nove vittorie in classifica, Nettuno e Parma, siano a loro volta messe faccia a faccia dal calendario.
La Danesi, genio e sregolatezza, imbattibile, a dispetto delle previsioni di tutti, quando si affida ai lanci degli italiani-italiani, trova anche lei il modo di complicarsi la vita da sola, dal monte, nelle altre due occasioni in cui deve stare in campo. Parma viene da una striscia di otto centri consecutivi, ma ottenuta contro le attuali ultime tre della graduatoria. In attacco sembra, dalle statistiche, essere in grado di spaccare il mondo, ma nelle ultime due giornate del girone di andata avrà davanti, appunto, Nettuno e Rimini. Si tratta di vedere se non tornerà al ritmo di quando ha incontrato Italeri e Montepaschi: una vinta e cinque perse.
A Godo invece scontro-salvezza, nel senso letterale del termine, e non tanto per dire. Se l’Avigliana non porta a casa qualcosa può considerarsi in A2, in poco più di un mese.

Mino Prati
 

 
 

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