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Mike Piazza
© FIBS
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venerdì 21 settembre 2007
Allora spazio agli "italo-italiani"
La notte porta consiglio. Una bella dormita, e tutto è
stato chiaro. La tirata di ieri dell’ufficio stampa della Federbaseball
(vedi notizia:
Dalla Fibs
un comunicato sui "pro") aveva un solo, unico, significato. Voleva
semplicemente dire che le “stelle”, quand’anche ce ne fossero mille
italianizzabili nel giro delle Major League, non le vedremo mai con la
casacca dell’Italia. World Baseball Classic a parte. Non ci sono i soldi
nemmeno per l’assicurazione.
Una risposta, crediamo, anche - perché non il concetto non lo abbiamo
espresso solo noi - al nostro articolo di venerdì scorso “Dopo
l'Europeo, quale strada?”. Un atteggiamento più che corretto, se uno
non vuol nascondersi dietro a un dito.
Ok. Non c’è problema. Se non è possibile andare ai Mondiali del prossimo
novembre a Taiwan per puntare a un risultato strepitoso, rimane l’altra
via. Partire con tutti italiani di scuola italiana, in senso oggettivo,
e non semplicemente regolamentare. E guardare al futuro.
Programmando. Ampliando l’Accademia.
Obbligando l’impiego di giocatori “italo-italiani” in campionato, in
particolare - oggi - nei ruoli di lanciatori, ricevitore, interbase, ma
in realtà in tutti, per non ritrovarsi poi con altri “buchi” fra qualche
anno. Riducendo il numero degli stranieri e dei non-Asi in A1.
Eliminando i non-Asi dalle serie inferiori.
Va a scapito dello spettacolo? Quale spettacolo? Quello per i 120 “amici
degli amici” in regular season? Quello dei 46 ad assistere a Cuba-Taipei,
al Falchi, per la finale dell’Italian Baseball Week? E’ altro il
pubblico che bisogna portare sugli spalti se si vuol parlare di
professionismo. Soprattutto per altre vie.
Insomma, basta che la storia del “non ci sono i soldi per
l’assicurazione” - e anche quella dei futuri professionisti - non sia
una squallida scusa per andare avanti con l’attuale sistema: né carne né
pesce. Quello che l’Europeo di Barcellona ha dimostrato, con i fatti,
essere assolutamente fallimentare.
m.p.
link:
Dopo
l'Europeo quale strada? -
Dalla Fibs
un comunicato sui "pro"
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