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Anthony Caracciolo

© Ratti - Fibs

 

 

 

domenica 19 novembre 2006

Italia sesta all'Intercontinentale

 

Sesto posto per l'Italia, in una Coppa Intercontinentale sottotono e segnata dal forfait all'ultimo degli Stati Uniti. Gli azzurri, dopo essersi piazzati sesti nella prima fase alla pari con la Corea (con due vittorie su Taipei e Filippine), ma settimi per aver perso lo scontro diretto, hanno evitato la finale per l'ultima piazza vendicandosi ieri dei coreani prevalendo per 8 a 3, con sei punti nell'ultimo inning. Oggi, nella partita che valeva la quinta posizione, ad avere la meglio invece è stata l'Australia per 3 a 2. Dopo che l'Italia era andata in vantaggio per 2 a 0 al 3°.

Sicuramente si poteva ottenere qualcosa di più. E a bruciare c'è il risultato dell'Olanda, terza nella prima fase (cinque vinte e due perse) e finalista sconfitta da Cuba all'11° inning, dopo aver eliminato il Giappone in semifinale con il punteggio di 3 a 0, e una gran prova di Bergman e Van Kampen sul monte.

Oltre alle assenze di Dallospedale, e Candela che per noi non era neppure da convocare (meglio Gerali o Ermini), durante la preparazione pre-coppa, l'Italia è andata a Taiwan con tre elementi di serie A2. Con ricevitori che non erano Parisi o Gasparri, senza il miglior prima base del campionato di A1 (Rovinelli), senza Petracca e Mazzucca che come interni avrebbero fatto sicuramente comodo. Soprattutto senza gente come Arias, Costantini, Cillo, Caruso, Milano e Bartolucci fra i lanciatori.

Chi c'era non ha sfigurato. A partire proprio dai tre di A2, Avagnina, Angrisano e Caracciolo, fra i migliori, in attacco Assieme a De Biase (nell'all star, come battitore designato, assieme a Patrone, come lanciatore destro) e Buccheri. In difesa molti errori. Megia-pgl complessivamente troppo alta. Parliamo alla fine della fase "tutti contro tutti". Mazzanti e Chiarini protagonisti, assieme a Buccheri Caracciolo e Salsi, della penultima partita, contro la Corea. Il bilancio finale dice due vittorie ampie e di sconfitte due di un punto, una di due, una di tre, più lo 0 a 9 con Cuba.

Con gli assenti, siano questi stati per scelta o per indisponibilità, adesso si poteva star qui a parlare in altro modo. Il punto è questo: scelta o indisponibilità. Sarebbe il minimo che la federazione dovrebbe dire, per far sentire la nazionale più vicina agli appassionati che se ne interessano, e ai media prima di dire che se ne disinteressano. Invece dire chi non è stato chiamato e chi invece non si è messo a disposizione pare proprio sarà sempre quello che la FIBS non farà mai, continuando a considerare la nazionale una cosa solo sua.