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venerdì 14 aprile 2006 Il roster questo sconosciuto
Le quattro righe scritte ieri nella rubrica Fireball, più come battuta che altro, com’è nello spirito di quello spazio, hanno scatenato un mezzo putiferio. Per cui ci troviamo praticamente costretti a tornare sull’argomento “roster-elenco giocatori-elenco atleti”, da un punto di vista diverso e, quasi, serio.
Nella Circolare Attività Agonistica Federale 2006 la parola “roster” la si trova cinque volte: due dove si parla del tesseramento degli stranieri e tre nell’articolo in cui si tratta appunto delle limitazioni per gli atleti non di scuola italiana. La dizione “elenco giocatori” è usata invece tre volte (una sottintendendo il termine “giocatori”), con chiaro riferimento a quanto prevede il Regolamento Attività Agonistica (che a sua volte di roster mai parla) per quello che è il foglio che per prassi viene consegnato agli ufficiali di gara prima della partita. Poi, da un paio d’anni è uscita la novità dell’ “elenco degli atleti già tesserati che intendono utilizzare”, che i club di A1 debbono inviare alla federazione.
Ora crediamo che sia chiaro parlare di atleti e di giocatori sia la stessa cosa. Per quanto in linea generale infatti ci possano essere atleti che non giocano, trattandosi di norme che regolano partite di baseball non capiremmo che ci farebbero in campo atleti che non hanno alcuna intenzione di giocare con mazza palla e guanto, se non nel caso del terzino della locale squadra di calcio di serie A invitato per il lancio della prima palla. Tanto più che, se volessimo asserire il contrario, e restando sempre al contenuto della CAAF, ci ritroveremmo nell’impossibilità di presentare un elenco dei giocatori tesserati all’arbitro perchè le regole sul tesseramento parlano sempre e solo di atleti, an che se sarebbe bello per i dirigenti di società che non dovrebbero pagare la tassa di tesseramento dei giocatori essendo prevista solo per gli atleti. Ma quel che taglia la testa al toro è la frase, sempre nella CAAF, in cui è scritto: “gli atleti che potranno essere schierati in campo nelle Serie A1 e A2 Baseball e Softball oltre il 31 luglio 2006 dovranno risultare presenti, nell’elenco giocatori, almeno una volta prima di tale data”.
Arrivati a questo punto tutto dovrebbe far pensare che elenco degli atleti e dei giocatori debbano essere una sola cosa, con la conseguenza che l’elenco dei giocatori da consegnare agli ufficiali di gara prima di un incontro sia solo la copia di quello depositato in federazione. Anche se, ad onor del vero, qualcuno può chiedersi perchè allora non lo mandi la FIBS assieme alla designazione sto benedetto elenco. Ma potrebbe benissimo essere perchè la società così segna prima, come deve, i presenti e gli assenti.
Rimane la faccenda del roster. Che cercando sul primo dizionario inglese che capita, on line, porta queste definizioni “1) list of names: a list of personnel, especially employees, athletes, or members of the armed forces, often detailing their duties and the times when they are to be carried out. 2) people on list: the people listed on a roster.” Siamo sempre lì. E non bastasse questo, va ricordato che parliamo di baseball. Che è come dire che se io telefono al mio fruttivendolo per sapere se ha un chilo di pere, non è che una sua risposta affermativa porti assolutamente al suo arresto per detenzione di droga, e che la casalinga di Voghera non andrà mai a chiedere una pera per il figlioletto di pochi mesi allo spacciatore che stazione all’angolo, anche se questo le farebbe fare meno strada dell’andare al supermercato. Cioè, in soldoni, nel mondo del baseball il roster è il roster. E come negli Stati Uniti c’è quello dei 40 e quello dei 25, in Italia da quest’anno c’è quello dei “massimo 24”. Il fatto che da noi sia previsto esplicitamente che a un elenco di partenza possono essere apportate aggiunte e non più semplicemente variazioni (che potrebbero essere tanto in entrata quanto in uscita) non cambia la sostanza. Al massimo vuol dire che una volta messo nell’elenco un giocatore non può essere tolto per sostituirlo con un altro. E all’interno di questo roster di 24 (o meno di 24) la metà devono essere atleti di scuola italiana.
E’ vero che fra chi ci ha scritto ieri su questa faccenda c’è un copia-incolla da uno dei forum sul baseball più seguiti - Base & Ball - in cui vengono attribuite al segretario della FIBS le seguenti frasi: “Il roster equivale a quello che in altri sport di squadra (vedi calcio, basket, pallavolo ecc.) è il referto gara e può variare, nel contenuto nominativo di giocatori tesserati, ad ogni gara a seconda delle esigenze tecniche di ciascuna squadra” e ancora “Il roster (convengo che sarebbe stato più corretto non definirlo roster) da presentare in Federazione è un mero elenco dei giocatori regolarmente tesserati per una data società della serie A1 baseball e softball, che, come già detto non ha limitazione nel numero, a differenza di quello da presentare in occasione della gara”. Ma - a parte il fatto che un mero elenco dei giocatori tesserati per una sua società la federazione dovrebbe farlo lei per definizione, dal momento che non è che io, BC Pincopallino, posso tesserare gente alla Federbasket e mandarla a giocare il campionato di baseball - questo è un parere. Personale, quanto il mio. E quanto quello di quel club (sappiamo che uno c’è perchè ce lo aveva detto al telefono, il giorno prima, il general manager) che lo stesso mio ragionamento ha fatto e lasciato fuori nomi per non andare furi numero. Dal momento che l’altro ieri, ripeto, alla presentazione della stagione a Bologna, il presidente federale Fraccari alla domanda sull’argomento del collega Federico Masini di Tuttosport, ha risposto che quanto alla normativa sugli ASI il roster di riferimento era quello pubblicato sul sito federale dalla segreteria. Non dimentichiamo che, per la Segreteria Federale, Nelvin Sforza era regolarmente tesserato il 6 giugno 2005: peccato che Giudice Unico e CAF...
Poi ci sarebbe il fatto che si è cominciato a chiamarle rose. Magari passeremo alle margherite, alle viole, ai ranuncoli, alle orchidee per le più ricche... ma la storia diventerebbe troppo lunga.
Mino Prati
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