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martedì 18 luglio 2006
E questo sarebbe il professionismo?
Ho ancora in mente l’articolo pubblicato su
baseballnow il 10 luglio, dal titolo ‘Verso quale professionismo?’,
che riporta un’interessante intervista al Presidente Federale Fraccari,
a margine della quale veniva fatto notare come nell’ambito dei programmi
federali le società saranno esposte a rischi economici non trascurabili.
Ho appena letto sul sito della FIBS la notizia che riguarda lo
spostamento del calendario in avanti di una settimana a causa dei tre
weekend di stop in concomitanza con i Mondiali Universitari. La notizia
viene porta in un modo che mi sembra esemplare dei rapporti che
intercorrono tra la Federazione e l’intero movimento, cioè senza uno
straccio di spiegazione. Forse aspettano che qualcuno metta in giro la
voce che, pur sapendo dall’anno scorso le date del torneo, si sono
dimenticati di prenotare il volo di ritorno per il 16 agosto, e adesso
non trovano più voli prima di sabato 19, per poi smentirla
sdegnosamente.
Che poi questo significhi per le società dover pagare una settimana di
stipendio in più a tutti i giocatori (sempre ammesso che tutti abbiano
la possibilità di restare una settimana in più), o anche riprogrammare i
voli prenotati per le loro partenze da chi è stato capace di fare il suo
lavoro per tempo, alla Federazione che cosa importa? I soldi non ce li
mettono mica loro.
Mi chiedo chi, tra coloro che in Federazione sono deputati a tenere i
rapporti con il mondo professionistico americano, avrebbe il coraggio di
andargli a raccontare che il nostro campionato, quest’anno, poco dopo
aver sostato un weekend per far disputare alla Nazionale maggiore sei
partite amichevoli, starà fermo altre tre settimane per i Mondiali
Universitari.
Sai, io lavoro per un’azienda che tutti gli anni mi chiede di fissare le
mie richieste di ferie entro fine febbraio. Sono un addetto alla squadra
di baseball della mia città, uno di quei tanti che lavorano gratis per
amore del baseball e dei propri colori, e allora stabilisco le mie ferie
sulla base del calendario del campionato. Solo che tra bozze, revisioni,
richieste di aggiustamento delle società eccetera, la versione
definitiva (per modo di dire) del calendario non si riesce mai ad avere
se non a ridosso dell’inizio del campionato. Quest’anno addirittura le
European Baseball Series sono rimaste in forse fino a ben oltre l’inizio
della stagione, e si diceva che, se poi non si fossero giocate, il resto
del calendario sarebbe stato spostato indietro di una settimana. Ma che
sistema è questo? Io, non senza fatica, sono riuscito a rimandare al
10-13 ottobre una importante scadenza di lavoro per potermici dedicare
appena finito il campionato, e purtroppo adesso salta fuori che il tra
il 10 e il 13 ottobre si giocano gara quattro, cinque e sei della finale
scudetto! Come se non si fosse già scritto o detto abbastanza
sull’inopportunità di spingere così avanti il calendario di un gioco che
non è compatibile col maltempo. Ho ancora in mente l’odissea degli amici
di Grosseto nelle finali scudetto del 2004, cinque giorni a Bologna per
giocare tre partite con un tempo schifoso, la concomitanza con una
Fiera, chi andava a dormire a Rimini, chi addirittura tornava a casa, e
poi la loro festa in campo a fine gara 6 sotto il diluvio. Ma come
faranno i nostri ‘referenti’ della MLB a pubblicare in dicembre un
calendario composto da 162 partite per 30 squadre?
Le società, a cui tutti gli errori della federazione costano tempo e
denaro, subiscono, reagiscono in ordine sparso, ma in sostanza non hanno
collettivamente voce in capitolo. A parole, vogliamo tutti migliorare
l’impatto del campionato sull’opinione pubblica, prendiamo giustamente a
riferimento un’organizzazione che non ha mai nemmeno considerato
l’ipotesi di interrompere il proprio campionato per andare a vincere le
Olimpiadi, e poi riusciamo a spezzettare continuamente le nostre
stagioni anche negli anni in cui non ci sono né Olimpiadi né Mondiali.
Ultimamente è di moda parlare di Major League e di professionismo, ma mi
sembra che questi metodi siano al contrario amatoriali nella sostanza, e
addirittura “sovietici” nella forma.
Nella nostra Federazione non sembra esserci il tempo per preparare
quello che andrà fatto fra sei mesi, perché si spremono le migliori
menti per organizzare quel che andrà fatto fra quindici giorni. E’ una
logica di piccolo cabotaggio e di corto respiro, che mi sembra faccia a
cazzotti con qualunque concetto di professionismo, che resta peraltro
sempre buono per riempirsi la bocca, quando non è già piena di cibo.
Roberto Caramelli
link: Adesso
ve ne diciamo una
link:
E'
ufficiale: posticipati i playoff |
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