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Mauro Mazzotti

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lunedì 02 ottobre 2006

E' Grosseto contro Rimini

 

A coronamento di una stagione all’insegna dell’equilibrio e delle emozioni, la serie-scudetto è Grosseto-Rimini. Terza contro quarta, guardando alla classifica della regular season.
Dopo il San Marino, direttamente dalla finale di un anno fa alla serie A2, fuori anche Bologna, dopo tre finali di seguito. Dentro, appunto, Grosseto, nel 2005 nemmeno fra le quattro semifinaliste. Il fatto che Mazzotti, il manager che l’anno scorso guidava la Fortitudo, adesso sia nel dug out della Colonie non ci sembra proprio possa essere una semplice coincidenza. Per quanto l’arma in più, in campo, dei maremmani sia stato, contro il Nettuno, sicuramente Navarro.

Caratteristica comune alle due serie, il vero e proprio crollo delle prime due della prima fase.
L’Italeri è andata a picco sul monte. Matos e Morreale non erano sembrati più loro già sul finire della prima fase, dopo sono andati ancor peggio. Il dominicano da 1.47 come pgl è passato al 3.75 delle 12 riprese in due partite con la Telemarket. Morreale da 2,30 a 4.82. E Milano da 1.14 a 7.71. Quanto a Betto (e al suo 8.00, contro 2.84 in regular season) non gliene si può farne più di tanto una colpa, costretto come è stato a lanciare due volte con solo due giorni in mezzo. In una situazione di questo tipo, con Liverziani che ha battuto a 143, fare addirittura un line-up di otto uomini, come ha fatto Nanni, insistendo su un Urueta che ha chiuso a 2 su 26 è stato il suicidio.
Certo il Rimini si è rivelato una bestia strana. Primo in classifica a fine andata, con due partite di vantaggio su tutte, è arrivato a ragionare in termini di salvezza, ed era fuori dai play off fino al 10° inning dell’ultimo recupero fra Comcor e De Angelis. Una media battuta di squadra di 209, inferiore anche a quella dell’Anzio. In semifinale Chiarini 429 (2 doppi e 2 fuoricampo), Buccheri 417, Carrozza 364 (3 doppi), Green 360, Gambuti 333. Quanto sia tutta farina del loro sacco, e non gentile omaggio dei bolognesi, dovranno dirlo i lanciatori della Colonie, a partire da venerdì.
Intanto Rimini, dopo quattro stagioni, ha ritrovato la finale, ed è diventata la squadra con più serie-scudetto all’attivo: tredici.

Il Nettuno ha pagato, soprattutto psicologicamente, la partenza di Arias: quello che doveva essere il lanciatore per due dei possibili quattro incontri con gli italiani in pedana. In pratica ha retto per due partite e mezza. Nettamente battuti da Navarro Sanchez Lopez e Ventura, la formazione laziale ha finito con permettere al pitching staff del Bbc un pgl, nelle sei gare, di 1.05 (0,50 Navarro, 1.50 De Santis e Oberto, 3.18 Ferrari, nessun punto guadagnato per Cerbone e Comoglio), facendo peggio anche dell’Italeri nel box: 222 il riscontro offensivo di squadra. 176 Liniak, 150 Schiavetti, 143 Gasparri, 111 Casolari e 59 (un sei per cento scarso!) Candela. D’accordo i contraccolpi psicologici, però a tutto c’è un limite.