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Punti di vista sul baseball in Italia |
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sabato 11 giugno 2005 Una serie A1 colonizzata
Tutta
colpa della globalizzazione! Lo
sapevo. Globalizza oggi, globalizza domani, qualcosa di tragico doveva
succedere! Fino
a ieri i problemi erano stati quelli di intendersi sul concetto di Europa.
Turchi fra le palle nel calcio, israeliani nel basket. Ma i nostri
campionati erano sacri. Adesso invece la faccenda riguarda noi. Le
prime avvisaglie si erano avute, dopo un inizio di stagione subdolo, con
la terza giornata. Terzo a pari merito con Rimini e Bologna, il San
Marino. Poi le cose erano sembrate tornare a posto. Fino alla settima di
andata, quando prime in classifica alla pari nella “nostra” serie A1
ecco Italeri e T&A. Ma
adesso il San Marino è primo da solo. Il rischio è quello di ritrovarci
con uno stato estero campione d’Italia! Come dire che una Cina, a caso,
che a Ferrara vince la sfida della tagliatella. O che il miglior pesto lo
si trova in Sud Africa. Poi,
scusate, questi da 14 anni partecipano alla Coppa dei Campioni come
vincitori del campionato della loro repubblica. Giuro, non ci ho mai fatto
caso, ma anche sul Titano avranno un qualcosa da mettere sulle maglie per
identificare chi ha vinto. Se finisce così - e meno male
che la Coppa Italia se l’è già messa in tasca la Fortitudo –
nel 2006 cosa faranno: ne metteranno due di scudetti? E se partecipano al
campionato svizzero e vincono anche quello? Finisce con tutti quegli
arenicoli sulle casacche invece che giocatori di baseball sembreranno
reduci di guerra. Oltretutto
fossero primi in classifica giocando. No! Loro erano in Olanda, e nemmeno
ci dicono quando recupereranno le tre partite con il Grosseto
dell’ultima giornata di andata, che per gli altri italiani è stata
giocata questo fine settimana. E primi ci si son ritrovati perché l’Italeri
ha pensato bene di andare a perdere a Reggio Emilia, contro una delle due
penultime. Basta!
Facciamoci un bel campionato emiliano-romagnolo. Con il San Marino fuori
classifica, per regola, dall’inizio, se ci vuol stare. Che se non ci si
mettono di mezzo le code su A1 e A14 si può giocare sul serio quattro o
cinque volte la settimana. Altro che progetto “targato Major League”!
Cosa della quale, peraltro, anche mister Joe Preseren, il consulente
marketing della MLB attualmente in giro per i diamanti italiani, mi ha
detto di non sapere nulla. Lui è qui solo per fare il suo lavoro: appunto
dare consigli di marketing!
Mino Prati |
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