Punti di vista sul baseball in Italia

 

 
     
 

Jesus Matos

© Renato Ferrini fortitudobaseball.com

 

lunedì 10 ottobre 2005

Un Matos super e tricolore

 

L’MVP delle finali è Claudio Liverziani, ma, per ammissione del diretto interessato, il titolo dovrebbe appartenere a Jesus Matos: 9 inning, 3 valide, 15 K. Caso chiuso.

La Fortitudo è di nuovo campione d’Italia sfoderando per la seconda volta il suo asso, ma per poter arrivare a quel punto ha dovuto rimontare uno svantaggio di 3-2 infrangendo i sogni di scudetto di Sheldon e compagni.

Nella pomeridiana la carica che veniva dal pubblico unita a quella già presente nei giocatori bolognesi ha fatto la differenza, con i 4 punti al primo decisivi per evitare che San Marino facesse gara di testa (cosa finora letale per Bologna, ma anche per Nettuno se è per quello). Incantalupo ottiene tanti out importanti (Rovinelli al primo, Azuaje al quinto) con il cambio, cala un po’ troppo presto ma Mazzotti va già nel sesto da Milano, che lancia 3,1 non senza apprensioni per la salvezza. Ma a quel punto la gara era finita, con i battitori bolognesi a punire Martignoni e Casseri anche oltre il dovuto.

Gara 7 fa storia a sé, questo è ovvio, ma ancora di più in quanto l’unica partita tirata appannaggio di Bologna. Mentre Matos rimedia al doppio in apertura di Mendoza e miete 7 strikeout in quattro riprese, Mazzotti cambia strategia (cosa già fatta in gara 6, sin dal primo inning, quando Nunez è stato lasciato libero con Dallospedale in prima e zero fuori) e nel terzo, con già angoli e due fuori lasciati da Pantaleoni l’inning precedente, chiama batti e corri con Rigoli in prima e nessuno fuori; Dallospedale manca la palla e Rigoli è out nettamente. Ma l’inning dopo la Fortitudo passa con due valide dopo un errore Sheldon-Rovinelli, e Kelli Ramos è l’uomo partita: è lui a punire Montane con il singolo che vale l’1-0.

L’inning seguente Rigoli cammina e stavolta Mazzotti chiama guistamente bunt per cercare di raddoppiare il vantaggio nelle mani di Matos, ma un Henriquez dolorante mette a sedere Liverziani, prima che Newman (coperto d’insulti) eviti di tirare ad Almonte per poi mettere “kappa” Frignani.

Matos continua per la sua strada utilizzando una slider in serata di grazia, nel settimo colpisce Molinini poi Bissa batte un blooper dietro Nunez, ma Lonfernini è il tredicesimo strikeout della partita. Nella parte bassa Rigoli apre con un doppio e ancora Mazzotti gioca corto, ed è la valida di Nunez a portare a casa un punto fondamentale: nel nono infatti, Matos apre subendo il doppio di Rovinelli, ma il vantaggio di 2-0 impedisce a San Marino qualunque gioco speciale. Il lanciatore bolognese ritrova il suo controllo, Liverziani raccoglie due volate in foul, Molinini gira a vuoto su conto pieno, e la festa può cominciare.

Fortitudo di nuovo sul tetto d’Italia con due partite perfette, la prima per intensità e la seconda per abilità tecniche, grazie ad un Matos strepitoso ma anche ad Urueta e Ramos decisivi nel box. E stavolta bisogna fare i complimenti a Mauro Mazzotti, che ha gestito la doppia partita perfettamente, sia per quel che riguarda i lanciatori che offensivamente, abbandonando la smorzata ad oltranza e cercando di essere un po’ più pragmatico: i battitori bolognesi hanno avuto la pazienza di far tirare molto un Montane non in grande serata prima di ottenere chirurgicamente i due punti decisivi.

 

Matteo Casalini

 

 

 

 

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