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Punti di vista sul baseball in Italia |
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lunedì 23 maggio 2005 Quando il rilievo è di rilievo
Senza
scendere tanto nei dettagli del corto, del lungo, del closer, e di quanto
d’altro offra per vie traverse il campionato italiano (c’è chi
all’allenatore dell’Italeri, Mazzotti, ha attribuito il merito di aver
creato pure il “loser”) la stagione 2004 sta facendo credere che forse
è quasi meglio avere buoni rilievi piuttosto che buoni partenti. Ovvio
che è un paradosso. Naturale che senza buoni partenti non si va da
nessuna parte. Ma sta venendo fuori, finalmente, che senza rilievi ci si
ferma altrettanto presto. A
parte la scelta - ormai fatta da tutti, Ceci&Negri esclusa - di
affiancare (per lo meno sulla carta, se non nella realtà) un altro
straniero al partente di “gara-uno”, in questa prima parte della
stagione la classifica la stanno facendo i cambi sul monte. Anch’io, se
fossi un manager, potendo scegliere per primo prenderei un Sanchez che mi
mette al piatto 15 dei primi 27 battitori della partita, contro il line-up
della prima in classifica, poi però serve anche il resto. Un
resto che è dato dal fatto che si sono giocate complessivamente 90
partite, e sono state solo 15 le “partite-complete”, fra vinte e
perse, su 180 possibilità. Per 84 volte il risultato - come in definita
forse è anche logico - è stato deciso, nel bene o nel male, è stato
accreditato o addebitato al partente, che ha vinto o perso. Ma
in 25 casi per vincere al lanciatore che ha iniziato l’incontro è stata
imprescindibile la “salvezza” di qualcuno dopo di lui, per portare in
porto il successo. 24 volte vincente è risultato un rilievo, così come
il perdente è stato il cambio in 21 casi. E per avere la meglio, e
risultare lanciatore vincente, anche al rilievo 9 volte è stata
necessaria la “salvezza” di un compagno di squadra. Gran
bel ragionamento no? A sensazione. Convinti? Meglio
di no! Perchè,
in realtà, se la classifica fosse fatta dai partenti la Prink sarebbe fra
le seconde, e il resto quadrerebbe, T&A a parte. Invece guardando le
prestazioni dei rilievi ne verrebbe fuori una graduatoria piuttosto
strana: in testa Rimini e San Marino, seguite da Parma, Bologna e Nettuno,
poi Trieste, quindi Grosseto e Modena, e in coda Reggio Emilia e Paternò. Bah... allora è vero che anche nel baseball la pallina è rotonda... e che a volte i "numeri" lasciano il tempo che trovano Mino Prati
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Mattia Salsi © Renato Ferrini Fortitudo baseball
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