Punti di vista sul baseball in Italia

 

 
     
 

 

sabato 16 aprile 2005

Otto giorni di fuoco

 

Primi otto giorni del baseball 2005. Da sabato scorso a oggi: presentazione stagione, final four di Coppa Italia, primo turno di campionato.

Primo bilancio.

Con tutte le “sfighe” capitate fra capo e collo, voto 9 per la Coppa Italia. Meglio sempre della supercoppa, che coinvolgeva solo due squadre, e se non altro costringe tutti a tesserare i giocatori, evitando spiacevoli incertezze, tipo di quella di un infortunio a un non-tesserato in una “non-amichevole-allenamento”: proprio un anno fa è successo. E meno male che si è trattato solo di una frattura a un braccio e non di un infarto! Altrimenti sai che titoli avremmo rimediato su tutti - ma proprio tutti - i giornali! Se poi si è riusciti a far risparmiare ai club, e a far spendere - di questi tempi - a un’amministrazione pubblica per tenere in piedi un campo da baseball: meglio. A parte che col tempo cane del passato week end è tutto da dimostrare che da altre parti ci sarebbe stato più pubblico: ricordo benissimo finali di coppa in stadi blasonati rimaste un fiasco. E il dire che Grosseto (quella che era l’alternativa) avrebbe permesso di raccogliere più gente sarebbe come dire allora che la Prink dovrebbe giocare sempre in casa in campionato, e che se Italeri - Ceci fa più incasso a Bologna che a Parma tocca ai ducali fare due trasferte! La Fibs questa volta ha scelto di seminare: brava. Quando semini però quanto raccogli lo impari sempre dopo.

A proposito di mass-media: l’avvio di stagione parrebbe aver fatto vedere un trend di segno positivo. Cosa che non vuol dire assolutamente nulla in prospettiva. Però piuttosto che niente è sempre meglio piuttosto! Tuttavia se puntare su un cavallo solo può consentire un maggior guadagno se vinci, bisogna starci attenti a fare figli e figliastri. E questo si innesta sulla scelta di fare a Caserta non solo la finale di Coppa Italia, ma anche la presentazione del campionato: voto 4. Il “vernissage” della stagione ha sostanzialmente due valenze. Una istituzionale, e allora la sola sede proponibile e Roma. E una “pratica”: incontrare chi di baseball pubblica o manda in onda qualcosa per creare feeling e parlare di quel che si ritiene giusto parlare. E forse la Federazione mai come quest’anno aveva cose di cui parlare (cambiamenti nel campionato, immediati e in prospettiva, Major League, Accademia). Ma non si può pensare che, oggi, una testata distacchi un giornalista, per due giorni (perchè tanti diventano, senza fermarsi a guardare nessuna partita), su una cosa del genere. I posti giusti sono solo Bologna, Firenze o Milano. Notari, ai suoi tempi, che in questo aveva capito tutto faceva buffet a Roma, aereo, e pranzo a Milano con chi si occupava sul serio di baseball. Infatti della presentazione di Caserta è passata praticamente sotto silenzio.

 

Mino Prati

 

Jesus Matos

© Renato Ferrini

Fortitudo baseball