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Felipe Urueta
© Ferrini - Fortitudo
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lunedì 28 novembre 2005
Oriundi a gogo anche per il 2006
Il baseball, questo fine settimana, ha perso una buona
occasione per finire su tutti i giornali, come esempio positivo, mentre
tengono ancora banco le polemica fra FIP e Lega Basket e quella sull’Inter
a proposito dell’overdose di stranieri. Ha perso anche quella di fare
veramente qualcosa di serio e vero a tutela dei giocatori italiani, non
quel niente che sarà il roster con obbligatori 12 ASI su 24.
Così anche per il 2006 avremo ancora frotte di oriundi in campionato. Ma
la colpa stavolta non è della Federbaseball. L’altro sabato a Firenze a
proporre l’anticipo della regola dei cinque ASI in campo subito erano
state le società di A1, ma alla fine la cosa aveva avuto il voto
favorevole solo di sette club, con due contrari e un astenuto, e il
Consiglio Federale ha scelto la strada “legalmente” più corretta, ovvero
di confermare quanto deliberato a marzo. Stabilendo un principio
importante, ovvero che per cambiare una decisione già presa non ci deve
essere il parere favorevole dell’unanimità degli interessati. Giusto!
Anzi, giustissimo. Vedremo però se sarà sempre così da adesso in avanti.
Di contro, la riunione di Tirrenia ha dato il via libera definitivo allo
svincolo. Avute sottomano le tabelle definitive, sembra che si sia
trovata una discreta via di mezzo. Salvo la stranezza di un “livello”
che può soltanto crescere e mai calare, la mediazione fra gli interessi,
ovviamente contrastanti, di società e giocatori parrebbe raggiunta. Così
come l’obiettivo di fare una cosa non eccessivamente complicata, e
difficile poi da gestire.
Ma è chiaro che far bene per tutti “a tavolino” era praticamente
impossibile. Si tratterà di esaminare adesso il tutto alla verifica
della realtà.
Non crediamo che, come qualcuno andava sostenendo, con questa normativa
chiuderanno i settori giovanili, e un giocatore in disaccordo con il suo
club adesso non sarà più costretto a star fermo tre anni per liberarsi,
o semplicemente a smettere. Rispetto alla versione che avevamo avuto
modo di leggere in precedenza, in quella pubblicata sul sito FIBS è
stata inserita la frase “Fra le società ed i loro tesserati possono
intervenire accordi diversi relativi al periodo di tesseramento”,
che lascerà ampio spazio di manovra ad entrambe le parti in causa.
m.p. |
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