Punti di vista sul baseball in Italia

 

 
     
 

 

lunedì 23 maggio 2005

Nettuno e Parma, è un altro campionato

 

Che campionato, gente!

Chi pensava di aver visto una Telemarket capace di recitare quest’anno la parte che nel 2003 era stata dell’Italeri e nel 2004 della Prink, deve rifare i conti. Quello che sembrava un attacco impossibile da fermare - Crociati oltre il 350, tre uomini oltre il 300 (Antigua, Balgera e Hage), due (Bellizzi e Dall’Olio) oltre il 290, in attesa del rientro di Chairini (389) - ha cominciato sbattendo contro Sanchez Lopez (15 strikeout e 3 valide in 7 riprese) e Sampson (una valida), e dopo ha perso altre due volte a Nettuno.

Di fronte a una Danesi che, dopo aver deluso all’inizio, con nove vittorie nelle ultime nove partite, ritorna fra le favorite, se l’apporto di Ortega (6 su 13 con 3 doppi), Colina (3 su 7 con doppio e un fuoricampo), e Liniak (4 su 12 con un doppio e un triplo) sarà sempre quello fornito contro i romagnoli.

Così prima, da sola, in testa alla classifica, adesso è la Ceci&Negri. E vorremmo sapere in quanti l’avevano pensata lì. Con un Toriaco (4 vittorie) imbattuto dopo 43 riprese, con un Salsi che scrive 1.29 nella casella del pgl, con una vinta e una persa, e cinque salvezze su sei opportunità, con 11 partite giocate. Con Fontana a 373 e un La Fera che batte a 369!

Prima, dopo tre vittorie su una Prink che adesso si è sul serio infilata in un tunnel. Nel 2004 i campioni d’Italia conclusero la regular season con una media/battuta di 318, una media/bombardieri di 426, una media/pgl di 2.01, e una media/difesa di 970. Quest’anno i biancorossi di Medina, con solo Paz al posto di Esposito, nel box girano a 270, lo slugging era di 365, il pgl 2,19. E la difesa viaggia a 958: Ozuna 7 errori in 18 partite all’interbase, 11 in tutta la stagione un anno fa.

Adesso si è aggiunto l’incidente in moto a Navarro, e la strada, da sesti e staccati dalla quinta di tre partite, per i maremmani è veramente tutta in salita. Che poi forse non è nemmeno detto. Basti vedere come oggi, grazie a una T&A che ha lasciato alla Palfinger gara-uno, si possa parlare di un’Italeri seconda, nonostante i rischi corsi di subire un cappotto dalla Fiume. Buon per i bolognesi. Ma questo non muta il fatto che nei cambi Bonci-Fontana, Urueta-Hecker (di nuovo), Brambilla-Sheldon, Nunez-Solano e Ramos-Antigua, la Fortitudo ha perso moltissimo in attacco. E che sul monte soprattutto non ci sono più Milano e Corradini (oltre a Cerbone e Incantalupo): non adeguatamente sostituiti nel bull pen (con Richetti, Ghesini e, adesso, Figueroa).

 

Robert Fontana

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