Punti di vista sul baseball in Italia

 

 
     
 

Alessandro Maestri

© Renato Ferrini - FIBS

 

domenica 2 ottobre 2005

Maestri insegna al Falchi

 

Rolando Cretis, 42 anni, contro Alessandro Maestri, 20 anni; il passato (non troppo remoto) del baseball italiano contro il futuro (non troppo lontano). Ed il ragazzo di Torre Pedrera ha fatto diventare questa partita ben più di un passaggio di testimone: prima vittoria in carriera nei playoff, una partita con sette inning stupendi nonostante l’inizio incerto (tre punti al primo), poi la tensione del grande palcoscenico cala e Maestri domina, solo un punto nei restanti sei inning (base, due rubate, rimbalzante), con la freddezza del veterano ma anche l’evidente carica emotiva del rookie.

San Marino vince 5-4 una partita fondamentale, in cui la Fortitudo sembrava poter scappare subito, finché al quinto Cretis non ha perso completamente l’area dello strike (tre ball persino su Bissa che tentava la smorzata), subendo i due punti che hanno costretto Mazzotti a una decisione difficile e controversa: lasciare Cretis per il sesto, anche se con l’intento evidente di sostituirlo al primo uomo messo in base. Cretis si è guadagnato ampiamente questa fiducia in tre anni con la "F scudata", e normalmente in un campionato dove i fuoricampo si possono escludere dall’equazione una scelta di questo tipo paga; ed invece Rovinelli ha rotto le uova nel paniere di Mazzotti spedendo oltre la recinzione il terzo lancio di Cretis.

In una partita pari Bologna ha mandato sul monte Bazzarini, nonostante le sette basi in sei inning di gara 3 con Rimini, e proprio una sua base per ball ha aperto la settima ripresa in cui San Marino si è portato avanti su Fabio Milano, che conferma ancora di ritornare dominante solo dopo 15/20 lanci sul monte (una tendenza pericolosa per un closer).

Da lì attacco bolognese che non produce (sapere che nel bullpen avversario ci sono Newman e Nyari dà un certo senso di urgenza) e San Marino che va a vincere di forza una partita che sembrava persa, nonostante gli ultimi sussulti felsinei: all’ottavo Liverziani batte il primo lancio di Newman con Rigoli in seconda e va out da Sheldon; al nono Frignani tocca una lunga volata che Molinini raccoglie con le spalle alla rete (ancora palline che non volano di stretta attualità).

San Marino mostra tutte le sue armi in attacco, ma preserva il bullpen (soprattutto Nyari) per il resto della serie; Bologna, invece, a questo punto ha poche scelte sul monte (quasi 40 lanci per Milano stasera, e con Bazzarini già utilizzato immaginiamo Incantalupo partente in gara 3, per quanto anche l’oriundo di Stanford si sia riscaldato durante il settimo inning), e dovrà andare a Serravalle ad affrontare una T&A che adesso gioca sull’onda dell’entusiasmo.

 

Matteo Casalini

 

 

 

 

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