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Il trofeo in palio

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lunedì 27 febbraio 2006

E' la settimana del WBC

 

E’ l’ora! Questa settimana inizia, il World Baseball Classic. Venerdì al “Tokio Dome”, con Corea-Cina Taipei, primo play-ball, mentre l’Italia farà il suo esordio al Disney's Wide World di Orlando martedì 7 contro l’Australia.

Nonostante qualche defezione di troppo fra le possibili stelle delle 16 squadre partecipanti, parte il primo vero tentativo di dar vita ad un mondiale di baseball. Per la prima volta, in una manifestazione ufficiale, ci saranno le stelle delle leghe americane, quelle giapponesi, e il resto del meglio proposto dall’orbe terracqueo.
Con sopra il timbro della IBAF, e i test antidoping secondo le normative Wada, ci prova la MLB, e poco deve interessare se ci sono regole che limitano l’impiego dei lanciatori o un’eleggibilità ad hoc. Interessi magari estremamente diversi si sono trovati a convergere sul punto, e adesso almeno si tenta.
E’ chiaro, per prima cosa, che la MLB fa sul serio, anche se al suo interno c’è anche chi la vede diversamente. Non a caso tutti si sono dati da fare, riuscendoci, per far togliere il veto dell’amministrazione statunitense alla partecipazione di Cuba per la faccenda dell’embargo.
La MLB ha bisogno di ampliare il suo bacino, più di marketing e che tecnico, e il baseball tutto di tornare alle Olimpiadi. Il WBC è quel che ci voleva. Per poter poi pensare di coinvolgere le leghe di Giappone e Cina Taipei serviva un girone asiatico, e lo si è fatto inserendo la Cina Popolare, che nel 2008 avrà le fiamma olimpica a Pechino. Occorreva che tutti i continenti fossero rappresentati, ed ecco il Sud Africa. L’Europa conta molto dentro al CIO, quindi porte aperte a due rappresentanti, con un interesse specifico per il “marchio-Italia” guardando alla comunità italo-americana su piazza. E se alla fine sarà più un All Star Game per nazioni che un torneo vero e proprio, niente di male.
Con più di 3500 giornalisti accreditati, il movimento economico creato, la copertura televisiva, una cosa è sicura: il 21 marzo una cosa come la famosa “relazione-Carraro”, quella che aprì la strada per l’esclusione del baseball dalle Olimpiadi a Singapore, non starebbe più in piedi. Certo poi le votazioni in ambito CIO nascono su altri presupposti. Ma il nostro sport è stato messo fuori per quattro voti, e nel momento in cui nel lavoro di lobbing ci fosse la MLB al fianco della IBAF il problema non si dovrebbe nemmeno porre.