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Punti di vista sul baseball in Italia |
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Maestri, ASI 2005 © Renato Ferrini - FIBS
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mercoledì 26 ottobre 2005 ASI obbligatori in battuta subito
Oltre
al Regolamento Organico, con connesso progetto-svincolo, il Consiglio
Federale del 5 novembre a Bolzano avrà sul tavolo l’attività 2006, e
assieme a questa il dettaglio della normativa sugli “Atleti di Scuola
Italiana”. Su
questo argomento eravamo rimasti al punto che dall’anno prossimo in A1
al massimo ogni squadra sarebbe potuta arrivare al 50% di giocatori non
ASI su un roster di 24 (60% in A2 con roster di 22, 70% in B e 80% in C1
con roster di 20). Il tutto considerando ASI anche gli oriundi e i
naturalizzati, già tesserati prima del 30 giugno 2004, dopo sei
campionati in Italia. E che dal 2007 una delle partite di A1 e di A2
sarebbe stata riservata al lanciatore ASI (tutte gli incontri in B e C1),
con nel line-up minimo quattro ASI in A1 (cinque in A2, sei in B, sette in
C1). Adesso
si tratta di regolamentare la cosa nel dettaglio. Guardando a precisare
bene i dettagli tutti i dettagli - per non infilarsi di nuovo in storie di
ricorsi e contro-ricorsi. O a non commettere ingiustizie. Perché, tanto
per fare un esempio, non sappiamo fino a che punto possono essere
considerati fra quelli che hanno giocato nel 2005 un campionato in Italia
un Incantalupo o un Milano, per l’Italeri. Poi,
riflettendo sul fatto che le limitazioni al roster – parliamo in
particolare della serie A1, ma il discorso vale anche per le altre
categorie - non sarebbero altro che demagogia, e del tutto ininfluenti,
non sarebbe male se (come qualcuno ha provato a sussurrare) si anticipasse
di una stagione il passaggio alle restrizioni effettive in campo, almeno
quelle sul numero dei battitori. Perché nella norma del 50% del roster ci
rientrano tutti, mentre, nell’ultimo campionato, i quattro ASI avrebbero
evitato “scandali”. Altro che se lo scudetto lo vinceva il San
Marino sarebbe stato estero. Meno male che certe squadre giocavano per
la salvezza. E anche gli allenatori di Modena, Rimini e San Marino
avrebbero dovuto tenerne conto, almeno in qualche occasione, nel fare la
formazione. m.p. |
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