|
|
||
|
Punti di vista sul baseball in Italia |
|
|
© Baseballnow |
|
martedì 26 aprile 2005 Ancora pochi gli ASI
Ne
è passata di acqua sotto i ponti. Da quando il 2 luglio dell’anno
scorso scrivevo, su Baseball.it, che il CONI aveva aperto la strada alla
possibilità di regolamentare l’utilizzo degli oriundi nel campionato
italiano. Da quando l’ufficio stampa della FIBS scriveva in risposta “Ci corre l'obbligo di stigmatizzare il tono dell'articolo come
esempio di informazione tanto imprecisa quanto scorretta. L'autore
pretende di validare l'idea dell'esistenza di 3 categorie di cittadini:
italiani, oriundi e stranieri. Il che non ha nessun fondamento giuridico nè
etico”. O che
“Le conclusioni a cui giunge l'autore dell'articolo sono quindi banali
illazioni. La delibera CONI non consente alla FIBS in nessuna maniera di
regolamentare il numero dei cosiddetti "oriundi", che sono
cittadini italiani a tutti gli effetti”. Lo
scorso 7 marzo lo stesso ufficio stampa ha pubblicato sul sito federale un
testo dal titolo: “Scuola
italiana: la definizione e le regole”, dove sono riportate le nome
che, partendo dal prossimo anno e andando poi a regime nel 2007,
regoleranno appunto l’impiego degli atleti non di scuola italiana. Come
scrive sempre l’ufficio stampa: “I giocatori di cittadinanza italiana ma di scuola straniera (i
cosiddetti 'oriundi' o i 'naturalizzati')”. La
prima cosa che ho pensato, sul momento, io, fautore da sempre di una
limitazione al numero degli oriundi appunto è stato un “finalmente”.
In A1 12 giocatori su un roster bloccato a 24 per il 2006, con dall’anno
successivo minimo 4 atleti
di scuola italiana nel line up e un incontro riservato ai lanciatori di
scuola italiana. Poi
le squadre sono tornate in campo, è iniziato il campionato, e così ad
occhio si è visto che per quest’anno la situazione non era cambiata
molto, rispetto al 2004, quando ci si lamentava. E di nuovo mi son detto
“fate pure, ma dal 2007...”! Invece
non è mica così. Se
guardiamo alle formazioni-tipo delle prime due giornate (basta cliccare
sull’immagine qui a fianco per vedere lo schema a tutta pagina), e alla
regola definitiva, quella dei quattro ASI nel line-up, uno sul monte in
una partita, e tutto il resto, salta fuori infatti che a parte qualche
caso eclatante le cose sono destinate a restare esattamente come adesso.
Con buona pace della tutela dei vivai. Tolti
infatti l’estremismo esterofilo di Paternò (due ASI nel line up, e uno
solo lanciatore nel roster), e Rimini (due soli ASI a battere),
mancherebbe un battitore tanto al Reggio Emilia quanto al Trieste. Sul
filo il San Marino. Il Modena con solo Nava da mandare sul monte.
Addirittura già oltre la quota che sarà permessa poi Grosseto, Bologna,
Nettuno e Parma. Occorrerebbe
dunque ripensare la cosa, di qui al 2007. Almeno cinque giocatori sui
dieci in campo, come minimo, dovrebbero essere di scuola italiana. Come
minimo in due delle tre partite, visto che in realtà i cinque visti a
disposizione subito da quest’anno per gli stranieri sono andati
esattamente nella direzione opposta. Mino Prati |
||
|
|
|
|||
|
|
||||