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Punti di vista sul baseball in Italia |
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martedì 5 ottobre 2004 Un patto mica tanto chiaroCon
la scadenza dei termini per l’invio delle candidature, cominciano a
calare i primi veli sul chi e sul cosa il mondo del baseball e del
softball sarà chiamato a votare il prossimo 24 ottobre. La
prima sortita ufficiale è stata ancora del tandem Antolini-Sforza, che
ha lanciato la candidatura a presidente di Pasquale Donato, giornalista
politico, ex-assessore regionale per il turismo e per lo sport del Lazio
(che non si sa, dalla nota di presentazione, quali frequentazioni abbia
avuto col baseball) Il
fatto che, dopo un candidato “bruciato” nel giro di 24 ore, e uno -
altrettanto noto - sfumato, la cordata anti-Fraccari abbia continuato a
puntare su un personaggio esterno al movimento non capisco ancora come
debba andare letta, esattamente. Al momento, a me sembra più una palla
al piede che altro, ragionando in termini di voti. E, in definitiva, a
qualunque elezione i voti non sono un dettaglio. Non
mi pare che oggi il nostro mondo sia disposto a firmare cambiali in
bianco a chi viene da fuori. Lo potrebbe essere se la sfida, di qui
all’assemblea, diventasse veramente su programmi diversi. Più
o meno in contemporanea con l’annuncio della candidatura per la
presidenza ha preso a girare fra gli addetti ai lavori una bozza di
programma “aperto”, a questa collegata, sotto l’insegna “Patti
chiari”. Troppo bozza però e troppo aperta. Il
bell’impegno a dimettersi se non saranno avviati tutti i punti del
programma e realizzato il 70 % entro due anni, eleggibilità al massimo
per due legislature per tutti, incompatibilità fra carica di presidente
di società di A e quella di consigliere federale (che credo francamente
sia una limitazione improponibile da un punto di vista giuridico, e
inutile su un piano pratico, perchè per fare i propri interessi si può
benissimo far eleggere il segretario). Poi.
La bella proposta di dare pubblicità alle delibere del consiglio
federale e di presidenza. Riduzione delle diarie e dei soggiorni.
Maggiori risorse e poteri alle regioni. Nazionale ragazzi per fascia di
età e non per zone geografiche. Incentivi per le società che investono
sul settore giovanile. Tutte
belle cose (meno l’ormai solita solfa della Lega, che io continuo a
sostenere che non è la federazione ma sono i club a doverla fare), però
non sarà su questo, credo, che si può pensare di combattere. Tuttavia
sono tre i punti che, a mio avviso, potrebbero fare la differenza, al
momento di depositare le schede nell’urna, al di là degli
schieramenti precostituiti. Svincolo, nazionale e riforma dei
campionati. Su
questo il programma di “Patti chiari” glissa. Rendere
la Nazionale un bene comune ed utilizzarla per il movimento come
strumento di Marketing. Commissione di studio composta dai presidenti
regionali e nr.2 rappresentanti di società per cadauna regione per
regolamentazione parametrizzazione valori di vincolo e svincolo per gli
atleti minori (tenendo presente comunque le indicazioni CONI).
Riorganizzazione dei campionati di A1 e A2 in modo che possano essere
tecnicamente individuati sullo stesso livello.
Tre frasi che vogliono dire poco più di nulla. Sono
tre cose su cui, anche se in assenza di un programma scritto, ci pare
che l’attuale presidente Fraccari abbia già detto di più. Nel bene o
nel male. Anche se lui pure, sull’argomento vincolo e campionati, ha
tenuto a precisarmi proprio oggi che “saranno
decisioni che dovranno esser prese assieme alle società e agli
interessati”. Ma
porca trota! E’ tanto difficile dire: se sarò eletto, il mio svincolo
sarà così, la mia nazionale sarà cosà, i miei campionati saranno cosò?
Io il primo dei due gruppi che ha il coraggio di farlo prometto che lo
voto! Mino
Prati
vedi anche: ELEZIONI F.I.B.S. 2004 |
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