Punti di vista sul baseball in Italia

 

 
     
 

Riccardo Fraccari

© F.I.B.S.

 

Pasquale Donato

 

venerdì 8 ottobre 2004

Silenzio, si vota!

 

Evidentemente il mio voto non interessa a nessuno! Anche se forse poi non è proprio così, ma questo ve lo spiego dopo.

Il mio voto lo avevo promesso, nel mio articolo “Un patto mica tanto chiaro” del 5 ottobre, al primo dei candidati che avesse parlato in maniera chiara del cosa avrebbe fatto una volta eletto in materia di nazionale, svincolo e riforma dei campionati.

Reazioni: zero!

 

Così, a “meno 16” dall’assemblea della FIBS, come recita uno spot pubblicitario del gruppo Patti Chiari, si continua “a giocare alla congiura di palazzo” anzichè “giocare alle elezioni”. Programmi, ufficiali e dettagliati: nessuno. Liste di candidati, men che meno!

Addirittura l’altra sera ero a una riunione di un candidato consigliere, che in pratica ha detto qualcosa che, trasposto in politica, sarebbe stato un “eleggetemi, poi deciderò se essere fascista o comunista”.

 

Sono esterrefatto! Tanto il tandem di Patti Chiari, quanto l’attuale presidente Fraccari, a domanda esplicita hanno risposto in fotocopia. Che le elezione del presidente e quella del consiglio sono due cose separate, e che di liste o elenchi collegati a entrambi i candidati alla massima carica federale non ce ne saranno. Devo dare atto che almeno l’aspirante consigliere Alfredo Pacini, ha detto pubblicamente, io sono dalla parte di Fraccari. Sarebbe bello se tutti facessero così. Invece sembra di no, e vedremo girare il 24 ottobre a Roma, all’Hotel Summit, i soliti bigliettini sottobanco, da un carbonaro all’altro.

Almeno fateci sapere chi sono quelli che hanno deciso di correre. Basterebbe mettere un elenco sul sito della federazione, aggiornabile di giorno in giorno. Semplicemente un inventario delle raccomandate arrivate. Salvo, per la FIBS, ovviamente, valutarne l’eleggibilità - ad esempio dei tesserati amatoriali - in separata sede. Senza tirar fuori, una volta tanto, questioni di privacy.

 

Sono sbalordito soprattutto dall’inerzia delle società, in una situazione di questo tipo. Della loro disponibilità a firmare cambiali in bianco, anche su questioni che dovrebbero toccarle nei punti sensibili: i portafogli. Mi riferisco ai campionati, a cui poi dovranno partecipare. E soprattutto all’argomento svincolo, che potrebbe portarle alla chiusura. Quando, in termini di voti, le società rappresentano per statuto il 70 % dei voti. Parlarne prima per loro dovrebbe significare far valere il proprio peso. Aspettare dopo, pensando di fare più facilmente il proprio interesse, vorrà dire aver lasciato il coltello dalla parte del manico, per quattro anni, ad altri. Parlo in particolare delle società cosiddette minori, immobili, di fronte a ipotesi che potrebbero essere a tutto vantaggio dei club delle serie superiori.

 

Di vincolo e svicolo ho parlato con qualcuno prima. Poi come dirigente di società sono intervenuto alla riunione dell’altra sera infilando il dito nella piaga. E ritorno così al fatto che poi non è mica vero che il mio voto non interessa, perchè in una caso come nell’altro ho cominciato a ricevere le telefonate più impensate.

 

Meditate gente, meditate. Diceva qualcuno.

 

Mino Prati  

 

vedi anche: ELEZIONI F.I.B.S. 2004

 
 

 

 

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