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Punti di vista sul baseball in Italia |
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lunedì 23 agosto 2004 Olimpiadi, azzurri ultimi
E’
finita con l’Italia all’ultimo posto. La sconfitta con la Grecia
dell’altroieri ha fatto sì che gli azzurri ad Atene fornissero la
peggior prestazione di una nazionale da quando il baseball è nel
medagliere olimpico. Un verdetto impietoso, che ha solo tre precedenti a
livello di manifestazioni ufficiali: Mondiali del 1982 e
Intercontinentali del 1987 e del 1989. Non
sarebbe cambiato molto però probabilmente con Ermini, Cretis, Corradini
o Cabalisti, o magari Di Mare. Magari invece con Brando Agamennone,
Salvatore Fasano, Anthony Ferrari, Michael Grilli o Greg La Rocca...
chissà? Ma la Federazione questi nomi li ha inseriti solo nel primo
elenco consegnato al CIO. Di
sicuro comunque, meno di ultimi non saremmo arrivati, anche se si fosse
deciso di fare a meno degli oriundi. E, se non altro, avremmo evitato la
figuraccia di Francia positivo all’antidoping, in qualunque modo siano
andate realmente le cose. Questi
sono i due corni del dilemma, che proprio il risultato di Atene ha messo
definitivamente sul tappeto. Se
si tratta di andare alle Olimpiadi per fare atto di presenza, sempre che
per Pechino 2008 si riesca a qualificarsi, allora tanto vale dare la
possibilità di vestire l’azzurro solo agli italiani-italiani. Questo
fornirebbe almeno un punto d’arrivo a chi si avvicina alla mazza e al
guantone in Italia e in Italia segue tutta la trafila. Se
invece si vuole che del baseball si parli, sui giornali e in
televisione, allora si devono cercare le strade (leggasi soldi, sponsor
e quanto d’altro) per portare in squadra i migliori giocatori a cui
sia possibile legalmente attribuire un passaporto italiano. Fossero
anche 24 su 24. Le vie di mezzo non pagano.
m.p. |
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