Punti di vista sul baseball in Italia

 

 
     
 

6 maggio 2004

Dubbi su alcuni oriundi da parte del Nettuno

 

Dopo la “passaportopoli” laziale dell’anno scorso, sulla quale la FIBS è riuscita fare finta di nulla, qualcuno pensava che quest’anno di oriundi se ne sarebbero visti meno.

All’inizio dell’estate 2003 infatti c’erano stati controlli al Comune di Anzio, poi quelli a Nettuno. Il ritiro cautelativo dei passaporti di alcuni giocatori, fra i quali quelli di un paio di azzurrabili. La riconsegna dei documenti che consentì a Vigna e Patrone di prendere parte alla qualificazione Olimpica, dopo l’esclusione dagli Europei. Quindi, ad inizio novembre, gli arresti domiciliari per l’allenatore del Nettuno, Bagialemani, e per il dirigente dell’Anzio Franco Trinci – arresti revocati quindici giorni dopo -  per il loro ruolo di dipendenti comunali. L’ipotesi di reato era l’aver indotto impiegati e funzionari dei comuni di Anzio e Nettuno a produrre atti falsi in merito al tesseramento di alcuni giocatori. Indagati anche nove giocatori, cinque nell'Anzio e quattro nel Nettuno, e otto, tra funzionari ed impiegati, dei due comuni.

Si diceva che le società sarebbero state più attente a chi tesserare.

Durante l’inverno però il Rho ha battuto ogni record quanto ad oriundi in rosa.

E in giro per l’Italia, sono cominciati i sussurri. Problemi di documentazione da completare per Tizio, arrivo posticipato per Caio, inserimento in roster ritardato per Sempronio.

Quindi i sussurri sono diventati voci. Voci di posizioni da controllare. Poi ad uscire allo scoperto è stato proprio il Nettuno, stanco forse di passare per l’unico club che è ha avuto a che fare con giocatori dai documenti non cristallini (Carlos Patrone, che l’anno scorso giocava come italiano, nel 2004 è a Montefiascone come straniero).

Il suo addetto stampa, Luigi Noro, ci ha confermato che “il Nettuno ha fondati motivi di ritenere che alcuni  dei nuovi oriundi arrivati nel 2004 non abbiano i requisiti per essere tesserati come italiani. Per due di loro abbiamo anche i documenti che gli stessi ci avevano mandato quando li avevamo contattati, e per uno anche il parere del Consolato di Filadelfia circa l'impossibilità di ottenere il passaporto in quanto il parente in linea retta aveva rinunciato alla cittadinanza italiana prima che il nonno o il padre avessero compiuto il 21° anno di età”.

“Ho anche sentito dire di un giocatore arrivato dagli Stati Uniti per la prima volta, e che abita dall’arrivo nella città in cui gioca, che entra in campo con una carta d’identità rilasciata da un Comune dell’hinterland milanese. Se è vero, mi sembra sia molto strano”.

Il Nettuno ha presentato un esposto alla magistratura con l’elenco dei giocatori che, a suo parere, potrebbero non essere in regola. E altri passi li ha annunciati per questa settimana.

Non capiamo perchè, in una situazione di questo tipo, la società laziale non abbia investito contemporaneamente della cosa anche la federazione. Non sarebbe stato possibile per la FIBS , di fronte a un passo ufficiale di tal genere, trincerarsi dietro al fatto che per lei non c’è possibilità di intervenire in presenza di una carta d’identità e che scoprire se ci sono falsi spetta ad altri.

Mino Prati

 

Carlos Patrone

© Ferrini-FortitudoBaseball

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